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Concept

Partendo dall’analisi del testo di Kandinskij, il progetto “L’ora di Mosca” mette in relazione undici artisti, tutti diversi tra loro per provenienza, età, esperienza, e medium espressivi, in un ipotetica condizione ideale in cui esprimersi in tutta la loro autenticità. Non è richiesto loro nulla di particolare, vengono rispettate le singole identità, come si farebbe per ogni componente di una orchestra. Ognuno ha il suo strumento, lo sa suonare perfettamente, l’orchestra per funzionare ha bisogno di più suoni e questi suoni, come i colori del sole e del cielo del racconto di Kandinskij, si fondono sulla cupola d’oro al tramonto in un tripudio di sfumature, fanno vibrare le corde del nostro sentire. Mai come in questo particolare momento storico, che ci ha costretto a forzati isolamenti, si può dire di avere sentito il bisogno di socializzare, di fondersi e mischiarsi con l’altro recuperando quella parte della nostra natura collettiva che, in qualche modo, prima davamo per scontata. La condivisione è lo scopo di questo progetto. Non esiste un nome che spicca sugli altri, è un progetto di gruppo e il gruppo è aperto. Il covid-19 ha segnato la vita di molte persone in modo negativo. Nonostante ciò, crediamo che ci abbia insegnato qualcosa di positivo: da soli siamo solo una nota o solo uno strumento, da soli possiamo essere solo un colore, mai tutta la tavolozza. In gruppo, uniti in un progetto che possa far vibrare le nostre singole identità siamo più forti, siamo un’orchestra, siamo un bellissimo dipinto fatto di tutti colori. Prima che essere artisti, siamo persone e noi come persone siamo anche amici. Mai come durante la quarantena si è sentito il bisogno di arte, in tutte le sue forme. Se non ci fossero statii libri, le canzoni, i film o i quadri che i musei di tutto il mondo hanno messo in condivisione, ci saremmo sentiti così vuoti, spenti e non avremmo avuto il modo di riempire le nostre giornate anche di bellezza e speranza. L’arte aiuta a sostenere la vita di tu i giorni, anche se si ritiene, in modo erroneo, che sia qualcosa di superfluo e inutile. Questo progetto non ha alcuna velleità politica, è semplicemente un volersi incontrare per mezzo dell’arte, di quel linguaggio che tutti i componenti del gruppo parlano. È la possibilità di condividere questo linguaggio con il pubblico. Ne “L’ora di Mosca” ogni artista instaurerà un dialogo in relazione con gli spazi che verranno concessi, così da rafforzare la musicalità dell’evento, celebrando sia le assonanze che le diversità espressive di ognuno. Tutto ciò creerà un movimento e una dinamica di dialogo, tra ambiente e spettatore. Il Progetto avrà la curatela e la direzione di Chiara Tavella.  Grazie alla collaborazione con l’associazione culturale “Libera Mente – Laboratorio di Idee” che conosce il nostro lavoro e sostiene il progetto, ci auguriamo che “L’ora di Mosca” possa trovare la situazione idonea per poter far risaltare ogni colore della sua tavolozza.